Viva l’Abbots Way…di Runnergioz

W la AW !!!
Sabato 26 aprile, alle 6 del mattino, ho corso la mia prima Abbots way …. sabato sera, alle 23, mi sono ritirato per la prima volta da una corsa, a 28 km da Bobbio, dopo aver corso per 97 km.
Oggi sono sereno … dispiaciuto ma tranquillo, perchè è cmq stata una giornata meravigliosa; sono consapevole di avere vissuto una esperienza riservata a pochi e per questo non posso che ringraziare Elio, tutti i Lupi e tutti i volontari che hanno reso possibile questo.
Ma non ce l’ho fatta ad arrivare in fondo !
Prevalentemente per il freddo, posso dire oggi a mente libera, perché quando ho cominciato a rallentare la corsa, dopo Groppallo, mi ha assalito un freddo terribile; l’abbigliamento era bagnato perché durante la salita al Lama c’era ancora caldo, non avevo un cambio perché avevo lo zaino troppo piccolo: mi battevano i denti e ho cominciato a sentire come insuperabili tutti i dolori che sempre tengono compagnia in corse così lunghe e impegnative.
Non è stato facile, per niente, decidere di ritirarmi.
Ma la realtà a cui ho riflettuto, mentre infreddolito scendevo da Groppallo a Farini, è stata: PERCHÈ CORRO I TRAIL ?
E’ stato un percorso di consapevolezza: in quel misto di freddo, sudore, dolore, stanchezza, gioia, libertà, mi sono risposto: corro perchè mi piace l’ambiente che circonda queste corse e conoscere gente con cui ho delle affinità; perché è bellissimo correre in mezzo ai boschi e sbucare sudato sui crinali ventosi da cui domini il mondo con lo sguardo; perché la fatica amplifica le percezioni sensoriali e mentali e aiuta a capire meglio quello che dicono lo spirito ed il fisico; perché si può provare una gioia immensa anche nel fare cose “banali” come bere un sorso d’acqua o risciacquarsi la faccia….. Quindi, per farla breve, corro per vivere giornate come quella di oggi.
E’ stato davvero una grande esperienza: l’avvicinamento alla gara, da quando ho deciso di farla a quando l’ho corsa; gli allenamenti vissuti con impegno ma con grande serenità, senza modificare troppo i miei ritmi normali; la gara, le risposte fisiche che ho avuto, il fatto di avere rispettato, sino a Farini, la tabella di marcia che avevo immaginato (non semplice su un percorso così lungo).
Non so se è per la filosofia del “pestare la cacca porta fortuna”, cioè del trovare a tutti i costi quello che di buono c’è anche nelle cose negative, ma sono quasi “contento”, in un certo qual modo, di aver avuto la saggezza di ritirarmi e di vincere quella voce che, per carattere, dentro di me, diceva “non farlo, non puoi farlo a questo punto”.
E anche il piccolo bagno di umiltà necessario per gestire il ritiro mi serve.
Nella logica del risultato, che tanto guida le nostre giornate e le nostre azioni, questa è stata per me una esperienza nell’esperienza, un mettere in pratica su me stesso una cosa in cui credo fermamente, cioè che l’importante è riuscire ad avere il coraggio di fare le esperienze che credi valga la pena di vivere, anche se temi che possano essere superiori alle tue possibilità e capacità… insomma, che non bisogna aver paura di mettersi in gioco.
E per tutta la corsa mi ha accompagnato un pensiero espresso dal prete (non ne ricordo il nome) che è intervenuto durante il breafing al teatro, il giorno prima della partenza: noi abbiamo il privilegio di poter fare questo “viaggio” liberamente, non per scappare (da qualcosa o da qualcuno) ma per arrivare … grande verità, non scontata.
Io non sono arrivato, ma ho viaggiato. Ho tentato di dar vita ad un mio sogno, che non si è concluso come mi auguravo. Ma il viaggio mi è servito per crescere, per fare esperienze che oramai sono parte di me e che mi serviranno in futuro.
Chiudo con i ringraziamenti: ai Lupi, per aver avuto la forza e la voglia di organizzare un evento così impegnativo (e solo correndolo ti rendi conto veramente di quanto può essere impegnativo organizzarlo); ai volontari, per esistere lungo il percorso; a Corinna, Luca, Giuliano e Giancarlo con cui ho condiviso tanti chilometri e che hanno pure cercato di aspettarmi quando ho cominciato a perdere contatto; agli altri tre, di cui non ricordo i nomi, che si sono ritirati a Farini e che hanno vissuto la mia stessa delusione; a tutti quelli che hanno corso la Abbots way 2014, perché è magnifico e consolante vedere che siamo tanti.
Al prossimo anno !!!
Runnergioz

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Categorie: Gare Trail, The Abbots Way 2014 | 1 commento

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Un pensiero su “Viva l’Abbots Way…di Runnergioz

  1. Grazie a te, per il racconto e per la compagnia…il bello del trail è proprio la condivisione del viaggio! Alla prossima!

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